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Sab, Ago

Sanità: firmato il contratto. Nursind: “Miglioriamo le condizioni degli infermieri”

Sanità: firmato il contratto. Nursind: “Miglioriamo le condizioni degli infermieri

È stata una giornata più tribolata di quello che si potesse pensare, ma alla fine nella tarda serata di ieri è arrivata la firma sulla pre-intesa per il nuovo contratto del comparto sanità. Siamo comunque fuori tempo massimo, visto che l’accordo vale per il triennio 2019-2021, ma la necessità di chiudere il prima possibile, anche per non rischiare di finire in coda agli altri contratti ancora sul tavolo (scuola e funzioni locali), ha costretto le parti a espungere dalla discussione i capitoli che riguardano la ricerca, per i quali ci si ritroverà a breve e si andrà avanti con una successiva sezione negoziale. Il via libera è stato possibile perché, tra l’altro, proprio ieri è arrivato l’ok del Mef sull’atto di indirizzo aggiuntivo delle Regioni.

L’accordo siglato all’Aran dalla parte datoriale e da tutte le organizzazioni sindacali riguarda circa 545mila dipendenti del settore, tra cui 270mila infermieri. Gli aumenti lordi mensili previsti per loro oscillano tra i 146 e i 170 euro, considerando tabellare e indennità di specificità infermieristica, mentre gli arretrati (indennità compresa) subito in busta paga per il triennio appena trascorso andranno dai 2.775 euro della categoria D ai 3.123 euro della Ds6 (consulta la tabella in basso). Le fasce più basse del personale sanitario, invece, intascheranno subito dai 765 euro della A ai 1.149 euro della C5. Subito si fa per dire, perché adesso inizia il lungo iter autorizzatorio, tra Mef e Corte dei conti, fino al via libera definitivo in Consiglio dei ministri. Una gimcana che, nella migliore delle ipotesi, durerà 5-6 mesi e dunque porterà i primi soldi in busta paga soltanto a fine anno.

Tirando le somme, lo stipendio tabellare dei professionisti della salute con il nuovo sistema di classificazione del personale sarà pari 23.298 euro annui lordi. Tuttavia, gli incarichi di funzione porteranno da 4.000 a 13.500 euro lordi annui in busta paga, mentre quelli di posizione per la quinta area arriveranno fino a 20.000 euro lordi all’anno. L’indennità di base, invece, sale all’ultimo momento da 930 a 1.000 euro con un impegno finanziario aggiuntivo di 32 milioni: cifra cui potranno aggiungersi fino a 300 euro lordi annui sulla base della contrattazione decentrata.

Il Nursind ha comunque apprezzato gli aspetti fortemente migliorativi dell’intesa rispetto al contratto del 2018, che il sindacato degli infermieri non aveva firmato. Oltre all’indennità di specificità, ci sono agevolazioni per i turnisti come la predisposizione dei turni stessi entro il 20 del mese, l’impiego flessibile per i genitori con figli minori di 12 anni, i permessi della legge 104/92 utilizzabili anche a ore, la modifica della durata del periodo di prova, l’adeguamento alla recente giurisprudenza per il festivo infrasettimanale, i permessi retribuiti per motivi personali che vengono concessi senza necessità di giustificazione. Poi migliora la possibilità di fruizione dei permessi per motivi di salute e delle assenze per malattia, mentre sono presenti ulteriori specifiche per le richieste di mobilità volontaria tra aziende. In più, i percorsi di formazione tengono anche conto della modalità online e viene normato per la prima volta lo smart working in sanità.

Il Nursind teneva molto, inoltre, alla valorizzazione del sistema degli incarichi, con quelli di posizione per la nuova area delle ‘elevate qualificazioni’ e di funzione, organizzativi o professionali, per le altre aree. Peraltro, è previsto almeno un incarico di base per tutti professionisti sanitari e i funzionari, con particolare attenzione a quelli legati alla carriera clinica. Bene anche la semplificazione degli inquadramenti in cinque aree (personale di supporto, operatori, assistenti, professionisti della salute e funzionari, personale di alta qualificazione) e accoglienza positiva per i nuovi differenziali economici di professionalità, del valore di 1.200 euro lordi annui l’uno (fino a un massimo di sette per i professionisti della salute e i funzionari), che arrivano in sostituzione delle vecchie fasce economiche per le progressioni orizzontali e scatteranno sulla base delle valutazioni sul merito, dell’anzianità e di altri parametri stabiliti a livello decentrato. Infine, buon esito anche sulla revisione delle indennità con eventuale estensione dei valori e delle unità operative in sede aziendale, mentre il Nursind saluta ovviamente con favore la neonata indennità per il personale dei pronto soccorso.

“Abbiamo lavorato perché si chiudesse il contratto nel più breve tempo e nel miglior modo possibile – commenta il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega -. Riteniamo ovviamente sia un punto di caduta tra le parti. Ci siamo impegnati assieme a tutte le altre organizzazioni sindacali per raggiungere l’obiettivo e portare a casa i soldi. Il contratto si caratterizza per una parte fondamentale dello stipendio che è più sostanziosa rispetto agli altri comparti, soprattutto per gli infermieri e le ostetriche. L’indennità di specificità, poi, ammonta a 72 euro in più al mese, soldi – conclude Bottega – che la categoria non avrebbe avuto se non ci fossero state tutte le nostre iniziative e mobilitazioni”.

Consulta anche:
Tabella incrementi
Tabella incrementi infermieri
Tabella incrementi ostetriche
Tabella incrementi Oss
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